Biografia

GIOVANNI GUIDI

 Nasce a Foligno nel 1985. Frequentando i seminari estivi di Siena, viene notato da Enrico Rava, che lo inserisce nel gruppo Rava Under 21 , trasformatosi in seguito in Rava New Generation. Con quest’ultimo gruppo ha inciso nel 2006 e nel 2010 due Cd per l’Editoriale l’Espresso.

Attualmente , oltre alla collaborazione con Enrico Rava, all’acclamatissimo  duo “Soupstar” con Gianluca Petrella, al duo  “Closer” con Daniele Di Bonaventura al bandoneon , al trio con Matthew Herbert ed Enrico Rava, al gruppo ” Drive” con cui si esibisce al fender rhodes insieme a  Joe Rehmer al basso elettrico e Federico Scettri alla batteria  e con cui ha pubblicato il disco omonimo per l’Auand Records nel Maggio 2018 , al quintetto ” Not A What” che co-dirige con Fabrizio Bosso e che comprende Aaron Burnett al sax tenore, Dezron Douglas al contrabbasso e Joe Dyson alla batteria, è leader di  propri gruppi : il trio con Thomas Morgan e Joe Lobo, a cui,nell’album ” Avec Le Temps” (ECM)  che sarà pubblicato a Marzo 2019,  si  sono aggiunti  Francesco Bearzatti al sax tenore e Roberto Cecchetto alla chitarra, ai Gam Scorpions , gruppo che ha costituito insieme ad alcuni richiedenti asilo provenienti da Gambia e Senegal, al quartetto “Salida” con David Virelles alle tastiere, Dezron Douglas al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria.   Si è esibito in vari importanti festival: Umbria Jazz, Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, Stavanger Mai Jazz, Jazzaldia, North Sea Jazz Festival, Molde Jazz,Berlino Jazz Festival, Copenhagen Jazz Festival, Barcelona Jazz, Varsavia Jazz Days,  Le Mans Festival, Portland Jazz Festival, San Francisco Jazz Festival , Shenzen Jazz Festival ed anche in teatri e club a New York, San Paolo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Santiago del Cile , Brasilia, Salvador de Bahia, Dublino, Parigi, Londra, Monaco, Berlino, Seoul, Hong Kong, Tokyo, Jakarta. Il primo album a suo nome “Tomorrow Never Knows” è stato pubblicato nell’agosto 06 per l’etichetta giapponese VENUS  e recensito con cinque stelle dal mensile Swing Journal. Successivamente ha pubblicato quattro album con l’etichetta CAM JAZZ : i primi due “ Indian Summer “ e “ The House Behind This One” in quartetto, “The Unknown Rebel” con una formazione allargata a dieci elementi e “ We Don’t Live Here Anymore”, registrato a New York con Gianluca Petrella, Michael Blake, Thomas Morgan e Gerald Cleaver: E’ del 2013 il primo album registrato  a suo nome per la prestigiosa ECM di Monaco: “City Of Broken Dreams” inciso  in trio con Thomas Morgan e Joao Lobo, cui sono seguiti ” This Is The Day” sempre in trio e “Ida Lupino” con Louis Sclavis, Gianluca Petrella e Gerald Cleaver.   Per la stessa etichetta aveva precedentemente  inciso due album con Enrico Rava: “Tribe” e “ On The Dance Floor”.

Ha vinto poi vari premi tra cui il referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz , come miglior nuovo talento 2007  e  con l’album ” Ida Lupino” si è aggiudicato il premio come  miglior disco italiano del 2016.  Nel giugno dello stesso anno  ha pubblicato l’album “Rebel Band” per l’Editoriale L’Espresso nell’ambito della collana dedicata ai più importanti jazzisti italiani.  Nel  luglio 2017 ha compiuto un lungo tour europeo con l’ Enrico Rava – Tomasz Stanko Quintet. Nel Maggio 2018  ha girato l’Europa con ” Salida ” e  a luglio dello stesso anno  ha compiuto un intenso tour con “Not A What”. In Agosto si è invece esibito in piano solo in Cile, Uruguay, Argentina e Brasile.

“Quando intuisco le doti di un giovane, lo coopto subito. Ma non è altruismo, mi diverto molto a suonarci. Vivendo in divenire ho bisogno di essere sorpreso e Giovanni Guidi è come Stefano Bollani e Gianluca Petrella: mi stupisce ogni volta. Ogni tanto il Jazz ci regala una splendida sorpresa: Giovanni Guidi è la sorpresa più recente. Non per me, però, poichè lo conosco da quand’era bambino e ho visto crescere in lui giorno per giorno questa passione prepotente e irresistibile, l’ho visto passare le giornate al pianoforte e ho potuto seguire quasi quotidianamente la sua crescita musicale, ho potuto constatare l’affinarsi inarrestabile del suo gusto e la sua curiosità senza limiti. Oggi Giovanni Guidi, malgrado sia ancora giovanissimo, è sicuramente uno dei pianisti italiani più interessanti e originali. E io che lo conosco bene ed ho il piacere di suonare con lui con una certa frequenza, posso affermare con certezza assoluta che non è che l’inizio di una storia che prevedo straordinaria.”

Enrico Rava

“… È Giovanni Guidi, pianista prodigioso per inventiva e vocazione costruttiva-sovversiva, in un quadro di formazione tristaniana, di richiami jarrettiani largamente (e positivamente) modificati, di capacità di viaggiare nel blues e nel free, scarno eppure sontuoso, lirico e dissonante.”

Mario Gamba (Il Manifesto)

“Nella Cosmic Band spicca Giovanni Guidi, autore di un intervento mozzafiato, un blues in partenza trasformato in una composizione di metafisica bellezza tra Monk, Tristano e Chopin, in costante tensione narrativa, risolta con leggerezza di tocco e ricchezza di idee.”

Vincenzo Roggero (Allaboutjazz)

“Nonostante l’età, Guidi ha il piglio dei pianisti più navigati; senza remore va diritto al sodo con un pianismo armonicamente raffinato e melodicamente delineato in modo limpido.”

Aldo Gianolio (Musica Jazz)

“Guidi è semplicemente uno dei più bei talenti emersi nel jazz italiano negli ultimissimi anni, ed era da tempo che non capitava di ascoltare un esordio di tale maturità.”

Sergio Pasquandrea (Jazzit)

“Ho ascoltato Giovanni Guidi ad Umbria Jazz e mi ha letteralmente messo al tappeto con la sua personale combinazione di avanzata creatività e naturale ricerca del rischio.”

Thomas Conrad (Jazz Times)

“…Virtuoso nel senso più ampio e alto del termine, dotato di impressionanti musicalità e versatilità, Guidi sta volando sulle ali di una maturazione vertiginosa quanto prodiga di idee e personalità…”

Paolo Russo (La Repubblica)
“Giovanni Guidi suona il pianoforte per davvero, dimostrando un approccio modernissimo che rende molto bene nell’insieme. La sua perfezione strutturale fa si che le sue improvvisazioni sembrino in realta’ delle composizioni eseguite in tempo reale, in perfetto equilibrio fra astrazione e semplicita”.

Paulo Barbosa (Jazz.It)

“Proprio il quartetto di Guidi ha offerto uno dei momenti più alti di questa edizione di Clusone Jazz, evocando lo spirito libero della migliore musica d’improvvisazione. Una proposta sorretta da una febbrile volontà espressiva che accomuna i gesti esecutivi di tutti i membri dell’ensamble, di volta in volta rabbiosa e coltraniana, all’occorrenza seducente ed estrosa come i quartetti jarrettiani ed ancora sapientemente lirica ed ornettiana.”

Renato Magni (L’Eco di Bergamo)

“Giovanni Guidi, magistrale al pianoforte, con un linguaggio asciutto e scarno si aggira introverso nelle trame di un percorso che regala perle e sorprese.”

Paolo Carradori (Il Giornale della Musica)

“Imperdibile, a tratti emozionante, il primo concerto in solo di Giovanni Guidi, che ha dimostrato una solida maturità di interprete su temi prevalentemente suoi. Con un tocco opportunamente calibrato il pianista ha perseguito una fluida continuità narrativa, pur attraversando fasi melodico-ritmiche molto diverse.”

Libero Farnè (Musica Jazz)

“…Qui trovate Giovanni Guidi al pianoforte, un talento vero che soprende ogni volta che poggia le mani sui tasti…”

Guido Festinese (Il Manifesto)

“Entre los pianistas que han surgido últimamente (destaca Giovanni Guidi, a quien hemos tenido ocasión de escuchar hace relativamente poco en Barcelona acompañando al maestro Enrico Rava. Descubrimos esa noche a un músico fogoso pero disciplinado a la hora de acompañar, influido por Paul Bley especialmente en el tratamiento de los silencios, con esa capacidad de crear expectativas tan propia del pianista canadiense aunque más propenso a la exaltación (algo relativamente sencillo dado el antecedente). “

Jonio González (Cuadernos de Jazz)

“Il pianista Giovanni Guidi si è esibito in trio con Thomas Morgan contrabbasso e Joao Lobo batteria, Il giovane virtuoso umbro è da vari anni non più una rivelazione ma una sicurezza assoluta del jazz internazionale, capace di concerti di sottile e intensa espressività sostenuta da tecnica «giusta» e da un repertorio adeguato”

Franco Fayenz (Il Sole 24 ore)

“Giovanni Guidi. Retenez aussi le nom de ce dernier : technique phénoménale au clavier, agilité extrême, précision en haute vélocité, maîtrise de tous les référents jazzistiques, du swing polyrythmique le plus rigoureux au free le plus sauvage.”

Alain Brunet  (La Presse)

www.giovanniguidi.net

ENGLISH

GIOVANNI GUIDI

Born in Foligno 1985,  meets Enrico Rava during a Workshop in Siena. Rava notices his talent and decides to include him in “Rava Under 21” project, that would become  “Rava New Generation” after a little time. With this group Guidi will record three CDs , in 2006, 2010 and in 2016, for “ESPRESSO” magazine.

At the moment , beyond the partnership with Gianluca Petrella, his own personal trio with Thomas Morgan and Joao Lobo, his new quintet ” Inferno” with Francesco Bearzatti on tenor sax, Roberto Cecchetto on guitar plus Thomas Morgan and Joao Lobo ( a new ECM album will be released end of 2018) , the electric trio ” Drive!” with Joe Rehmer on bass and Federico Scettri on drums, and the duo ” Closer” with bandoneon player Daniele Di Bonaventura , Guidi has two new projects: “Salida” with David Virelles, Dezron Douglas and Gerald Cleaver and ” Not A What” with Fabrizio Bosso on trumpet, Aaron Burnett on tenor sax, Dezron Douglas on bass and Joe Dyson on drums.
He took part to a very large number of important  jazz festivals all around the world. We may mention Umbria Jazz, Vicenza New Conversation, Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, Stavanger Mai Jazz, Jazzaldia,Gent Jazz, Warsaw Jazz Festival, Copenhagen Jazz, North Sea Jazz Festival, San Francisco Jazz Festival, Molde Jazz, Portland Jazz, Montreal Jazz Festival, Ottawa Jazz Festival and many others. Moreover , he performed in many clubs and theatres in New York, Sao Paulo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Brasilia, Salvador De Bahia, Berlin, Paris, London, Munich, Dublin, Seoul, Hong Kong, Jakarta, Shenzen, Toronto, Montreal, Chicago, Boston.
His first album as a leader  is “Tomorrow Never Knows”, recorded by the japanese label VENUS, receiving  five stars  in a review  by the “Swing Journal” magazine.
After that he released other four albums for CAM JAZZ label: “Indian Summer” and “ The House Behind This One”   recorded with his quartet, “The Unknown Rebel” with a band of ten elements and “We Don’t Live Here Anymore” recorded in New York  with Gianluca Petrella, Michael Blake, Thomas Morgan and Gerald Cleaver.
His first album as leader released by the prestigious ECM label is dated 2013: “City of Broken Dreams”, recorded in trio with Thomas Morgan and Joao Lobo.
Guidi had just recorded previously two other albums for ECM: “Tribe” and “ On The Dance Floor”, both by Enrico Rava.
Guidi won, moreover, several awards, such as  the “TOPJAZZ “ award by “Musica Jazz” magazine. In that occasion the young pianist is been named by a 58 members jury the best talent of 2007.

After “This Is The Day”, released by ECM on 2015,on 2016 he has published a new album ” Ida Lupino” recorded for ECM with Gianluca Petrella, Gerald Cleaver and Louis Sclavis. The CD has been voted ” best Italian Jazz album 2016″ on the Musica Jazz Critic Poll.
After a long tour with the Enrico Rava – Tomasz Stanko Quintet in the past summer , he will be touring Europe on the second half of May 2018 with his new quartet SALIDA and in July 2018 with NOT A WHAT.
Enrico Rava
“Every now and then, the jazz world gets a wonderful surprise, and this year, his name is Giovanni Gudi. Actually, it’s no surprise to me, I’ve known him since he was a child, and I’ve watched his irresistible passion grow day by day. I watched him spend days at the piano, followed his musical growth almost daily, observing his limitless curiosity and the constant refinement of his musical taste. At this point, in spite of his young age, Giovanni is without a doubt one of the most interesting and original pianists on the Italian scene. Knowing him as I do, and having the good fortune to perform with him regularly, I’m certain that this is merely the beginning of an extraordinary career.”

“When I notice the gifts of a young musician, I immediately involve him in my groups. This is not motivated by altruism, I simply love playing with young musicians. As I continue to develop, I need to be surprised, and Giovanni Guidi is like (Stefano) Bollani and (Gianluca) Petrella: he astounds me every time.” 

Aldo Gianolio (Musica Jazz)
“In spite of his young age, Guidi has the appearance of a very experienced pianist; without hesitation, he goes right for the hard stuff, with a harmonically refined pianism and a crystalclear melodic sense.”

Monica Carretta (Musica Jazz)
“Intuizioni liriche e un tocco leggero, con un cuore vibrante d’intensità e sentimento, incastonano con maestria e sicurezza le seduzioni di un ventaglio evocativo che va dai Sigur Ros fino a Elvis Presley, con accenni jarrettiani. Dinamiche nervose e toni scuri si sciolgono in fraseggi introversi, testimoniando un’irrequietezza creativa in continuo divenire, che affascina e conquista.”

Thomas Conrad (Jazz Times)
“I heard Giovanni Guidi performing at Umbria Jazz and he litterally knocked me out with his very personal mix of creativity and natural risky research, over 40 years younger than the leaders, was given generous open space that he filled with wild, swirling solos. He is one of the bright lights of jazz piano.

Vincenzo Roggero (AllAbout Jazz)
“Giovanni Guidi is a stands out with a breathtaking solo, starting from a blues which he gradually transforms into a composition of metaphysical beauty. One hears the influence of Monk, Tristano and Chopin in a constant narrative tension, executed with a delicate touch and an abundance of ideas.”

Paulo Barbosa (Jazz.pt)
Giovanni Guidi is playing some serious piano. And he i’s bringing a contemporary, “today and now” approach to the music that”s very good for the ensemble. He is structurally perfect, which makes his improvisations sound like real-time composition, with a perfect balance between a “down to earth” feel and abstraction 

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