Biografia

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GIOVANNI GUIDI

Nasce a Foligno nel 1985. Frequentando i seminari estivi di Siena, viene notato da Enrico Rava, che lo inserisce nel gruppo Rava Under 21 , trasformatosi in seguito in Rava New Generation. Con quest’ultimo gruppo ha inciso nel 2006 e nel 2010 due Cd per l’Editoriale l’Espresso.
Attualmente , oltre alla collaborazione con i gruppi di Rava (PM Jazz Lab e Tribe) , all’acclamatissimo  duo “Soupstar “con Gianluca Petrella, il trio “Thanks For The Fire” con il trombettista Luca Aquino e il percussionista Michele  Rabbia, il duo  “Closer” con Daniele Di Bonaventura al bandoneon , il trio di pianoforti ” Three Pianos” con cui ha recentemente pubblicato un CD allegato al numero di Maggio della rivista Musica Jazz,  è leader di propri gruppi  come il quintetto che, tra gli altri, comprende  il sassofonista Francesco Bearzatti e il trio in cui si esibisce al fender rhodes , con Joe Rehmer  al basso  e Federico Scettri alla batteria. Ultimo nato è il gruppo ” The Gam Scorpions” che vede una front line di cinque cantanti, richiedenti asilo dal Gambia e Senegal. Si è esibito in vari importanti festival: Umbria Jazz,   Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, Stavanger Mai Jazz, Jazzaldia, North Sea Jazz Festival, Molde Jazz, Berlino Jazz Festival, Copenhagen Jazz Festival, Barcelona Jazz, Varsavia Jazz Days,  Le Mans Festival, Portland Jazz Festival, San Francisco Jazz Festival , Shenzen Jazz Festival ed anche in teatri e club a New York, San Paolo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Santiago del Cile , Brasilia, Salvador de Bahia, Dublino, Parigi, Londra, Monaco, Berlino, Seoul, Hong Kong, Tokyo, Jakarta. Il primo album a suo nome “Tomorrow Never Knows” è stato pubblicato nell’agosto 06 per l’etichetta giapponese VENUS  e recensito con cinque stelle dal mensile Swing Journal. Successivamente ha pubblicato quattro album con l’etichetta CAM JAZZ : i primi due “ Indian Summer “ e “ The House Behind This One” in quartetto, “The Unknown Rebel” con una formazione allargata a dieci elementi e “ We Don’t Live Here Anymore”, registrato a New York con Gianluca Petrella, Michael Blake, Thomas Morgan e Gerald Cleaver: E’ del 2013 il primo album registrato  a suo nome per la prestigiosa ECM di Monaco: “City Of Broken Dreams” inciso  in trio con Thomas Morgan e Joao Lobo. Per la stessa etichetta aveva precedentemente  inciso due album con Enrico Rava: “ Tribe” e “ On The Dance Floor”.
Ha vinto poi vari premi tra cui il referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz , come miglior nuovo talento 2007.  Nel giugno 2016 ha pubblicato l’album ” Rebel Band”  per l’Editoriale L’Espresso nell’ambito della collana dedicata ai più importanti jazzisti italiani. Dopo l’uscita nel 2015 di “This is the day” registrato in trio con Thomas Morgan e Joao Lobo, il 2 Settembre 2016 è uscito il nuovo disco ECM “Ida Lupino” inciso con Gianluca Petrella, Louis Sclavis e Gerald Cleaver, che è stato votato ” miglior nuovo album  italiano 2016″ da una giuria composta da circa 60 critici e giornalisti specializzati nel referendum Top Jazz indetto dal mensile Musica Jazz.

DICONO DI LUI :
“Quando intuisco le doti di un giovane,lo coopto subito. Ma non è altruismo, mi diverto molto a suonarci. Vivendo in divenire ho bisogno di essere sorpreso e Giovanni Guidi è come Stefano Bollani e Gianluca Petrella: mi stupisce ogni volta. Ogni tanto il Jazz ci regala una splendida sorpresa: Giovanni Guidi è la sorpresa più recente. Non per me, però, poichè lo conosco da quand’era bambino e ho visto crescere in lui giorno per giorno questa passione prepotente e irresistibile, l’ho visto passare le giornate al pianoforte e ho potuto seguire quasi quotidianamente la sua crescita musicale, ho potuto constatare l’affinarsi inarrestabile del suo gusto e la sua curiosità senza limiti. Oggi Giovanni Guidi, malgrado sia ancora giovanissimo, è sicuramente uno dei pianisti italiani più interessanti e originali. E io che lo conosco bene ed ho il piacere di suonare con lui con una certa frequenza, posso affermare con certezza assoluta che non è che l’inizio di una storia che prevedo straordinaria.”

Enrico Rava

“… È Giovanni Guidi, pianista prodigioso per inventiva e vocazione costruttiva-sovversiva, in un quadro di formazione tristaniana, di richiami jarrettiani largamente (e positivamente) modificati, di capacità di viaggiare nel blues e nel free, scarno eppure sontuoso, lirico e dissonante.”

Mario Gamba (Il Manifesto)

“Nella Cosmic Band spicca Giovanni Guidi, autore di un intervento mozzafiato, un blues in partenza trasformato in una composizione di metafisica bellezza tra Monk, Tristano e Chopin, in costante tensione narrativa, risolta con leggerezza di tocco e ricchezza di idee.”

Vincenzo Roggero (Allaboutjazz)

“Nonostante l’età, Guidi ha il piglio dei pianisti più navigati; senza remore va diritto al sodo con un pianismo armonicamente raffinato e melodicamente delineato in modo limpido.”

Aldo Gianolio (Musica Jazz)

“Ho ascoltato Giovanni Guidi ad Umbria Jazz e mi ha letteralmente messo al tappeto con la sua personale combinazione di avanzata creatività e naturale ricerca del rischio.”

Thomas Conrad (Jazz Times)

“…Virtuoso nel senso più ampio e alto del termine, dotato di impressionanti musicalità e versatilità, Guidi sta volando sulle ali di una maturazione vertiginosa quanto prodiga di idee e personalità…”

Paolo Russo (La Repubblica)
“Giovanni Guidi suona il pianoforte per davvero, dimostrando un approccio modernissimo che rende molto bene nell’insieme. La sua perfezione strutturale fa si che le sue improvvisazioni sembrino in realta’ delle composizioni eseguite in tempo reale, in perfetto equilibrio fra astrazione e semplicita”.

Paulo Barbosa (Jazz.It)

“Proprio il quartetto di Guidi ha offerto uno dei momenti più alti di questa edizione di Clusone Jazz, evocando lo spirito libero della migliore musica d’improvvisazione. Una proposta sorretta da una febbrile volontà espressiva che accomuna i gesti esecutivi di tutti i membri dell’ensamble, di volta in volta rabbiosa e coltraniana, all’occorrenza seducente ed estrosa come i quartetti jarrettiani ed ancora sapientemente lirica ed ornettiana.”

Renato Magni (L’Eco di Bergamo)

“Giovanni Guidi, magistrale al pianoforte, con un linguaggio asciutto e scarno si aggira introverso nelle trame di un percorso che regala perle e sorprese.”

Paolo Carradori (Il Giornale della Musica)

“Imperdibile, a tratti emozionante, il concerto in solo di Giovanni Guidi, che ha dimostrato una solida maturità di interprete su temi prevalentemente suoi. Con un tocco opportunamente calibrato il pianista ha perseguito una fluida continuità narrativa, pur attraversando fasi melodico-ritmiche molto diverse.”

Libero Farnè (Musica Jazz)

“…Qui trovate Giovanni Guidi al pianoforte, un talento vero che soprende ogni volta che poggia le mani sui tasti…”

Guido Festinese (Il Manifesto)

“Entre los pianistas que han surgido últimamente (destaca Giovanni Guidi, a quien hemos tenido ocasión de escuchar hace relativamente poco en Barcelona acompañando al maestro Enrico Rava. Descubrimos esa noche a un músico fogoso pero disciplinado a la hora de acompañar, influido por Paul Bley especialmente en el tratamiento de los silencios, con esa capacidad de crear expectativas tan propia del pianista canadiense aunque más propenso a la exaltación (algo relativamente sencillo dado el antecedente). “

Jonio González (Cuadernos de Jazz)

“Il pianista Giovanni Guidi si è esibito in trio con Thomas Morgan contrabbasso e Joao Lobo batteria, Il giovane virtuoso umbro è da vari anni non più una rivelazione ma una sicurezza assoluta del jazz internazionale, capace di concerti di sottile e intensa espressività sostenuta da tecnica «giusta» e da un repertorio adeguato”

Franco Fayenz (Il Sole 24 ore)

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ENGLISH BIO

GIOVANNI GUIDI

Born in Foligno 1985,  meets Enrico Rava during a Workshop in Siena. Rava notices his talent and decides to include him in “Rava Under 21” project, that would become  “Rava New Generation” after a little time. With this group Guidi will record two CDs , in 2006 and in 2010, for “L’ESPRESSO” magazine.

At the moment, beyond the partnership with Gianluca Petrella ( Soupstar Duo) and the long time collaboration with Enrico Rava (PM Jazz Lab – Tribe), The trio co-leaded with Luca Aquino and Michele Rabbia “Thanks For The Fire”, the duo  “Closer” with Daniele Di Bonaventura  (bandoneon), Guidi is leader of his own groups as the trio ” High Voltage ” with bassist Joe Rehmer and drummer Federico Scettri, his new quintet  with the tenor sax Francesco Bearzatti, Guitarist Roberto Cecchetto,the bassist Thomas Morgan and the drummer Joao Lobo, the ” Three Pianos ” with Claudio Filippini and Mirko Signorile.
He took part to a very large number of important  jazz festivals all around the world. We may mention Umbria Jazz, Vicenza New Conversation, Zurich Nu Jazz, Umbria Jazz Balcanic Windows, Stavanger Mai Jazz, Jazzlandia, Noth Sea Jazz Festival, San Francisco Jazz Festival, Molde Jazz, Portland Jazz Festival,Warsaw Jazz Festival , Berlin Jazz Festival and many others. Moreover , he performed in many clubs and theatres in New York, Sao Paulo, Rio De Janeiro, Buenos Aires, Brasilia, Salvador De Bahia, Berlin, Paris, London, Munich , Dublin, Seoul, Hong Kong, Jakarta, Bangkok, Guatemala City, Athens, Istanbul.
His first album as a leader  is “Tomorrow Never Knows”, recorded by the japanese label VENUS, receiving  five stars  in a review  by the “Swing Journal” magazine.
After that he released other four albums for CAM JAZZ label: “Indian Summer” and “ The House Behind This One”   recorded with his quartet, “The Unknown Rebel” with a band of ten elements and “We Don’t Live Here Anymore” recorded in New York  with Gianluca Petrella, Michael Blake, Thomas Morgan and Gerald Clever.
His first album as leader released by the prestigious ECM label is dated 2013: “City of Broken Dreams”, recorded in trio with Thomas Morgan and Joao Lobo.
Guidi had just recorded previously two other albums for ECM: “Tribe” and “ On The Dance Floor”, both by Enrico Rava.
Guidi won, moreover, several awards, such as  the “TOPJAZZ “ award by “Musica Jazz” magazine. In that occasion the young pianist is been named by a 58 members jury the best talent of 2007. After “This is the day”, released in 2015, with Thomas Morgan and Joao Lobo, on September 2016 was released the new ECM album “Ida Lupino” with Gianluca Petrella , Louis Scalvis and Gerald Cleaver. This album has been rewarded as best Italian album of 2016 for the Jazz Magazine ” Musica Jazz”.

ABOUT HIM:

Enrico Rava

“Every now and then, the jazz world gets a wonderful surprise, and this year, his name is Giovanni Gudi. Actually, it’s no surprise to me, I’ve known him since he was a child, and I’ve watched his irresistible passion grow day by day. I watched him spend days at the piano, followed his musical growth almost daily, observing his limitless curiosity and the constant refinement of his musical taste. At this point, in spite of his young age, Giovanni is without a doubt one of the most interesting and original pianists on the Italian scene. Knowing him as I do, and having the good fortune to perform with him regularly, I’m certain that this is merely the beginning of an extraordinary career.”

“When I notice the gifts of a young musician, I immediately involve him in my groups. This is not motivated by altruism, I simply love playing with young musicians. As I continue to develop, I need to be surprised, and Giovanni Guidi is like (Stefano) Bollani and (Gianluca) Petrella: he astounds me every time.”

Aldo Gianolio (Musica Jazz)

“In spite of his young age, Guidi has the appearance of a very experienced pianist; without hesitation, he goes right for the hard stuff, with a harmonically refined pianism and a crystalclear melodic sense.”

Thomas Conrad (Jazz Times)

“I heard Giovanni Guidi performing at Umbria Jazz and he litterally knocked me out with his very personal mix of creativity and natural risky research.”

Guidi’s young quartet transformed the original compositions from his CD Indian Summer, filling them with new energy: an excellent example of just how relevant jazz can be.”

Sergio Pasquandrea (Jazzit)

“Guidi is simply one of the finest talents to emerge in Italy in the last few years. It’s been a while since we’ve heard a debut of such maturity.”

Vincenzo Roggero (AllAbout Jazz)

“Giovanni Guidi is a stands out in the Cosmic Band with a breathtaking solo, starting from a blues which he gradually transforms into a composition of metaphysical beauty. One hears the influence of Monk, Tristano and Chopin in a constant narrative tension, executed with a delicate touch and an abundance of ideas.”

Giuseppe Vigna (La Nazione)

Of particular note among the many groups at Umbria Jazz 2008 is the Giovanni Guidi Quartet, which channels the energy of important modern jazz groups like Ornette Coleman, Keith Jarrett and Old & New Dreams to produce young, fresh, collective interpretations.

Luigi Onori (Il Manifesto)

An outstanding performance at Umbria Jazz 2008 was given by 23 year-old pianist Giovanni Guidi with his highly interactive quartet, uniting a passion for Ornette Coleman with a poetic element which draws inspiration from rock music and film scores. Above all, this is no Real Book jazz; they are really stretching the possibilities, helped by the originality of Dan Kinzelman.

Paolo Russo (La Repubblica)

“…A virtuoso in the highest and broadest sense of the term, gifted with impressive versatility and musicality, Guidi is maturing at a vertiginous pace, overflowing with ideas and personality.”

Paulo Barbosa (Jazz.pt)

Giovanni Guidi is playing some serious piano. And he i’s bringing a contemporary, “today and now” approach to the music that”s very good for the ensemble. He is structurally perfect, which makes his improvisations sound like real-time composition, with a perfect balance between a “down to earth” feel and abstraction

Renato Magni (L’Eco di Bergamo)

“Guidi’s quartet was one of the highlights of this year’s edition of Clusone Jazz, evoking the finest qualities of freely improvised music. The tension is maintained through a feverish expressive force which unites the contributions of all the musicians, passing from furious energy to moments of seductive introspection and intelligent lyricism, with nods to Coltrane, Jarrett and Coleman.”

Paolo Carradori (Il Giornale della Musica)

“Giovanni Guidi, exemplary at the piano, introverted and with a dry, minimalist approach leads us on a circuitous journey full of delightful surprises.”

John Watson (Jazz Journal)

“The festival offered a range of adventurous and explorative music to satisfy those fans who crave something challenging at the Parabola Arts Centre, where many of the weekend’s most intriguing concerts were staged as the imaginative improvising of Italian pianist Giovanni Guidi’s trio performance”

Richard Williams  (thebluemoment.com)

“Of all the current piano trios, this one: Giovanni Guidi Trio,   completed by the Portuguese drummer João Lobo, is my favourite: not the most blatantly adventurous, by any means, but a collective marvel of touch, precision, empathy and lyricism, the threat of sentimentality in something like their wonderful version of “Quizás, Quizás, Quizás” held at bay by Lobo’s unpredictable colouristic interventions (a repertoire of mysterious tapping, scraping and scratching).”  

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